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Incantesimo Marocco

Ecco, il Marocco adagiato su questo confine occidentale, sotto questa luce definitiva, a contatto con il grembo fertile dell'Oceano. Il mare, si sa, è l'opposto del deserto, il deserto essendo il regno dell'aridità e della mancanza d'acqua: un'altra dimensione. E invece, se puntiamo verso Safi ed Essaouira e poi Agadir, e oltre ancora, più giù di Goulemine, in direzione di Ad-Dakhla, dove dilaga il Sahara marocchino, ci accorgiamo che le due dimensioni dell'acqua e del deserto non sono incompatibili, che il mare è un deserto liquido e il deserto un mare senza acqua, e che su un lembo di spiaggia che è una mobile duna, in Marocco, si possono celebrare gli sponsali mistici tra i due elementi

1 - Tramonto sull'Atlantico

2 - Un piatto tradizionale marocchino, il "cous-cous"

 

 

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Casablanca

"Casa" ha un odore di nuovo. Dico. Sono seduto ai piedi della fontana-monumento di Place Mohammed V e appena dopo averle pronunciate, spero che le mie parole siano state inghiottite dal rumore assordante del getto d'acqua che raggiunge i trenta metri. Il mio amico marocchino si alza e dice: vieni con me, con tono perentorio. Mi ha ascoltato e so che non è d'accordo...

3 - L'ultima meraviglia del mondo islamico: la grande moschea di Hassan II, donata dai sudditi al sovrano nel 1989 in occasione del suo sessantesimo compleanno. Il minareto nella luce del tramonto si staglia contro il cielo rosso-viola. Alto 200 metri, più della piramide di Cheope, e dotato di un dispositivo per l'emissione di un raggio laser diretto verso La Mecca, visibile fino a 35 km di distanza

 

 

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Tangeri

Arrivare a Tangeri per mare è un'esperienza indimenticabile: in specialmodo se scopri lo stretto di Gibilterra di primo mattino, con la nitidezza dei confini e la magia della luce leggermente velata di nebbia

4 - Uno scorcio della bianca casbah, che domina la baia e la città

5 - Le millenarie grotte di Ercole. Il mito colora di mistero e di sacro la bellezza naturale del luogo

 

 

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Il Rif e la costa del Mediterraneo

Il Rif, questa regione montuosa del Marocco, si sviluppa per 250 km circa di lunghezza e 100 circa di larghezza, tra l'Oceano Atlantico ad ovest, la valle del fiume Mouloya a est, il Mediterraneo a nord e il corridoio di Taza a sud. Continuazione della Sierra Nevada spagnola, e quasi uno spartiacque geologico e climatico tra l'Europa e l'Africa

6 - La catena montuosa del Rif arriva fino al Mediterraneo: pareti rocciose a picco sul mare si aprono talvolta, creando splendide insenature e spiagge meravigliose

7 - Come un guardiano enigmatico, con il suo mantello bianco maculato, un gatto sorveglia l'ingresso di una casa a Chaouen: l'azzurro è il colore predominante nella città

8 - Le rocce, quasi un volto solcato dai segni del tempo, nel riflesso verde-azzurro del "Mare Nostrum"

 

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L'Atlante

Con un andamento che corre da nord-est a sud-ovest questo sistema montuoso, il più imponente dell'Africa settentrionale, separa le regioni costiere atlantiche dalla regione sahariana, attraversando per circa 700 km la parte mediana del paese. Il suo nome evoca lontane mitologie: lotte di Dei e di Titani, meravigliosi giardini, continenti spariti in un giorno e una notte, Zeus e Kronos quindi, le Esperidi, Atlante unico sopravissuto tra i fratelli, costretto a portare il Cielo sulle spalle per l'eternità

9 - Un uomo in costume tradizionale s'inquadra nella tipica porta a chiave

10 - L'arcobaleno taglia le cascate di Ouzoud nel Medio Atlante. Scendono per oltre 100 metri in uno degli scenari più incantati dell'intero Marocco

11 - In un pianoro contro le montagne, la luce immerge di colori le donne al lavoro nei campi, il lieve ondeggiare delle spighe

 

 

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Il Grande Sud

Così lungo questi paesaggi che mutano repentinamente di profili e di colori il viaggiatore crede talvolta di attraversare un sogno: castelli di paglia e fango cotti dal sole emergono lungo le rive dei fiumi, sopra oasi di verdi palmeti, confondendosi spesso con le rocce e la terra, quasi un miraggio un incantamento, un irresistibile richiamo

12/13 - Sulla rotta delle Kasbah, lungo le valli del Draa e del Dadès. Due magnifici esempi di queste abitazioni-fortezze, costruite in fango e terra spesso stabilizzati con ciottoli, paglia e materiali disponibili in loco

14 - Berberi sulle dune di sabbia dell'Erg-Chebbi, "piccolo deserto", nei pressi di Merzouga

15 - Una ragazza del Sud ostenta il suo radioso sorriso e il magnifico costume tradizionale

16 - Il villaggio di Ait-Ben-Addou, uno dei complessi fortificati più straordinari dell'intero paese

 

 

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La costa dell'Atlantico

Soffia caldo e secco il vento del deserto lungo le rive dell'oceano. Innumerevoli fortezze, soprattutto di origine portoghese, corrono lungo questa costa

17 - La città fortificata di Azemmour, alla foce dell'Oum-er-Rhia (Madre della Primavera)

 

 

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Marrakech

Mitica fin dalla nascita, Marrakech conserva intatto tutto il fascino inquietante di "porta dell'Africa nera", avamposto verso il deserto, verso le rotte disseminate di Kasbah, che conducono al Sahara

18 - Le mura che abbracciano la città. Rosse, il colore che predomina dovunque a Marrakech. Svettano le palme contro il cielo e le cime innevate dell'Atlante

19 - Il padiglione del 1870 sul bacino idrico della Menara, scavato nel XII secolo sotto la dinastia degli Almoravidi, per raccogliere l'acqua necessaria all'irrigazione degli uliveti, che si estendevano tutto intorno

20 - Il grande palcoscenico all'aperto di Jemaa-el-Fna con il minareto della Koutoubia (moschea dei librai). La piazza mercato è il cuore, il centro vitale della città. E qui che si rivela il suo incantamento di metropoli berbera, punto d'incontro di genti, di tradizioni e influenze maghrebine e sahariane

 

 

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Fes

Comincia a svegliarsi la città, pochi passanti, passeggeri che scendono da un autobus di linea, un asino si inquadra sotto l'arco di Bab-el-Machina, la porta dell'antica Fabbrica d'armi. E la memoria corre alle "Mille e Una Notte", al mitico Oriente, Shéhérazade, Harun-el-Rashid, Sinbad signore del mare

21 - Il cortile della m'dersa Bouinania, costruita tra il 1350 e il 1357, per volere del sultano Abou Inan. La raffinatezza, la perfezione dell'architettura e dei decori non temono confronti

22 - Vista parziale della Medina, la più estesa del Marocco. Si scorgono molti dei minareti delle 350 moschee, che sorgono nel cuore della città

23 - I tetti verdi del cortile della moschea el-Quaraouyyn, centro dell'Islam in Marocco. Fondata nel 857 da una pia donna Fatima, ampliata dal sultano Almoravida Alì Ben Youssef nel 1135, divenne ben presto l'edificio religioso più importante di Fès e dell'intero paese, sede della più antica università del mondo

 

 

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Meknès

Il destino e lo splendore di Meknès sono legati indissolubilmente alla folle genialità Moulay Ismail (1672-1727) che nel timore di ribellioni degli abitanti di Fès e Marrakech, ma soprattutto per il desiderio megalomane di edificare una città a sua memoria, trasferì qui la capitale

24 - Bab el Kemis, certamente la più bella porta della città. Il gioco delle due torri inquadra in una straordinaria perfezione l'arco centrale, le decorazioni policrome, i fregi sotto il frontone merlettato

25 - Il cortile interno della moschea annessa al mausoleo di Mouly Ismail. Dovunque lo splendore delle decorazioni in stucco e legno, delle piastrelle policrome e dei marmi

 

 

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Volubilis

Uno straordinario retaggio della Roma imperiale, questo complesso di rovine nell'estremo occidente dell'Africa, tra i colori incredibili del cielo, le colline dense di vegetazione

26 - La Basilica, destinata alle adunanze, ai comizi, alle letture

27 - Una straordinaria immagine di Moulay Idriss, prima città islamica del Marocco, la città santa sopra ogni altra, adagiata lungo una collina, che domina la piana di Volubilis

 

 

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Rabat

Corrono per chilometri le antiche mura color ocra, i bastioni dell'epoca almohade da Bab el Rouh, la più maestosa delle 5 porte, verso Bab el Bar, che chiude l'angolo della medina, fino alle mura del Palazzo reale. E fuori i due gioielli, la Casbah degli Oudaia e la necropoli di Chella

28 - La Kasbah degli Oudaia e il suo giardino incantato, difeso e custodito da alte mura merlate che si affacciano sull'oceano.

29/30 - La grande spianata della moschea el Hassan, con le colonne mozzate e il minareto (la famosa torre Hassan), prospiciente il mausoleo di Mohammed V

31 - L'esterno del mausoleo di Mohammed V, dall'architetto vietnamita Vo-Toan, che si è richiamato ad elementi decorativi tipici dell'architettura medioevale in Marocco

32 -Il cortile interno della m'dersa di Salè, costruita intorno al 1340 dal sultano merinida Abou el Hassan. Una grande armonia compositiva riesce a dilatare, come per un incantesimo prospettico, le dimensioni modeste dell'edificio (il cortile misura soltanto 5 metri per 8)


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